A Berkley gli studenti mettono a disposizione la loro “Dreambox”

Sono la grande promessa tecnologica di questo secolo, le stampanti 3D promettono di cambiare per sempre il nostro approccio agli oggetti trasformando ogni casa in un laboratorio di produzione. Questo metodo nato per la prototipazione rapida di oggetti un giorno potrebbe diventare un fenomeno di massa dato che i brevetti dei primi produttori sono scaduti e sul mercato si trovano modelli di stampante sempre più economici.

Stampante 3D come distributore automaticoLa maggiore difficoltà della stampa non è tanto l’atto della stampa in senso stretto ma la progettazione dell’oggetto che si vuole stampare sul programma di modellazione 3D. Per ora quindi i maggiori benefici di questa tecnologia li traggono coloro che trattano di progettazione in ambito professionale o scolastico.

Proprio per migliorare la fruizione della stampante 3D da parte degli studenti, frustrati dalla difficoltà di disporre di quelle dell’università che hanno code di attesa lunghissime, un gruppo di neolaureati dell’Università di Berkley hanno creato “Dreambox” che ha l’intento di essere il primo distributore automatico dotato di stampante 3D, che punta a mettere la produzione hi-tech a disposizione di tutti.

Il progetto li ha impegnati per cinque settimane e ha comportato 10.000 dollari di investimento per creare il primo prototipo che è stato messo all’opera nell’università. La stampante per portare a termine un progetto ha bisogno di 24 ore e circa 15 dollari di materiale.

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